Naspi, come funziona il principale ammortizzatore sociale dell’INPS

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di: Giacomo Mazzarella

NASPI decorrenza

La Naspi è il principale ammortizzatore sociale che serve ai lavoratori dipendenti che perdono la loro occupazione per motivi indipendenti della loro volontà. Si tratta quindi del principale ammortizzatore sociale italiano entrato in vigore con la riforma del lavoro di Matteo Renzi meglio nota come Jobs Act. Ecco come funziona oggi la Naspi, quali sono i requisiti per riceverla e tutte le altre regole specifiche presenti nella misura.

Naspi, come funziona il principale ammortizzatore sociale dell’INPS

Partiamo dal presupposto che la Naspi è un ammortizzatore sociale che viene assegnato ai lavoratori dipendenti nel momento in cui perdono il loro posto di lavoro per un motivo indipendente dalla loro volontà. Escludendo quindi le dimissioni volontarie se non sono state recate per giusta causa, tutte le altre forme di perdita del lavoro danno diritto alla Naspi. Quindi licenziamento individuale, collettivo, disciplinare, procedure di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e così via dicendo.

Il diritto alla Naspi spetta a tutti i lavoratori dipendenti ad esclusione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni pubbliche, dei collaboratori o dei lavoratori agricoli. Per i lavoratori statali con contratto a tempo indeterminato non esiste un’ammortizzatore sociale che copre i periodi di disoccupazione. Per i collaboratori c’è una indennità lodo dedicata che si chiama Dis-Coll, mentre per i lavoratori agricoli c’è la loro speciale disoccupazione agricola.

La domanda per l’indennità di disoccupazione INPS

Tornando alla Naspi il meccanismo è semplice. Bisogna presentare domanda all’INPS entro i primi 8 giorni dalla perdita del posto di lavoro per prendere l’indennità a partire dall’ottavo giorno successivo sempre alla perdita del posto di lavoro. Per domande tardive invece la decorrenza del trattamento parte dalla data di presentazione della domanda. Che comunque non può arrivare dopo 68 giorni dalla perdita del posto di lavoro altrimenti l’indennità viene persa.

E per sfruttare eventualmente i periodi di Naspi già maturati se ne deve riparlare alla successiva perdita di un nuovo lavoro sempre che ciò accada nel giro di 4 anni. Perché il meccanismo Naspi che adesso vedremo ha un fattore predominante nei 4 anni che precedono la perdita di un posto di lavoro.

Naspi, requisiti, durata, calcolo, tutto sull’indennità per disoccupati INPS

La Naspi è una indennità che può durare al massimo 24 mesi. Infatti, dura la metà delle settimane che un lavoratore ha svolto di lavoro nei 4 anni che precedono la perdita del posto. Se uno ha lavorato4 anni di fila, ha diritto a 2 anni di Naspi. Purché i periodi considerati dell’ultimo quadriennio, non sono rientrati in altre indennità per disoccupati. I 4 anni sono fondamentali anche per il calcolo del trattamento.

La Naspi è erogata in misura pari al 75% della retribuzione media utile ai fini previdenziali percepita dal neo-disoccupato negli ultimi 4 anni di lavoro. Se la retribuzione media è superiore all’importo massimo di Naspi fruibile secondo le direttive INPS che si aggiornano anno dopo anno, e che per il 2026 è pari a 1.456,72 euro, si aggiunge al 75% di questa cifra, il 25% della parte eccedente fino a raggiungere però il massimo di Naspi fruibile che sempre per il 2026 è pari a 1.584,70 euro lordi.

L’indennità poi si riduce del 3% al mese a partire dal sesto mese di fruizione o dall’ottavo mese per soggetti con almeno 55 anni di età compiuti. Non va dimenticato che esiste un requisito contributivo da rispettare che è quello delle 13 settimane di contribuzione versata sempre nei 4 anni precedenti.

 

 

 

 

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